by giulyrun Sveglia alle 04.45 per essere pronti alla partenza alle 05.30. Io, Fulvio e la Claudia in strada per raggiungere Busana (Re) sulla statale 63 che congiunge Reggio Emila al passo del Cerreto. Valle tranquilla e sembra anche poco trafficata. Raggiugiamo Busana alle 07.30 e dopo esserci cambiati nell'adiacenti scuole elementari eccoci pronti, dopo aver visto e scrutato il cielo che si presentava a tratti plumbeo e minaccioso. Partenza alle 08.30 in punto, dopo un breve giro in paese si ripassa per la partenza per il giro maggiore di circa 10 km. Il primi 10 km trascorrono abbastanza velocemente con un continuo susseguirsi di saliscendi prima passando per Cervarezza poi all'interno dei boschi che ricoprono l'appennino. Non si vedono macchine!!. Ritorniamo a Busana, scendiamo poi giù giù sino a a Ca' Manari (750 mslm punto più basso) per poi riprendere a salire attraverso Nismozza sino alla cima Santa Maria. Sono circa 5 km di interminabile salita all'interno di uno spettacolare bosco che riusciamo solo ad intraveddere vista la fatica che facciamo a salire. Naturalmente camminiamo e basta ad un velocità che sfiora ed a volte supera i 20... 20 minuti al km. I polpacci piangono ma a testa bassa raggiungiamo insieme la cima. Vedi il passo medio dal 15° al 20°.

Ristoro, cambio maglia e giù per una bellissima discesa sino al lago Calamone. Troviamo sul percorso moltissime persone che salgono per questo versante che gentimente si fanno sempre da parte incidandoci a gran voce. La Claudia in questo tratto fatica, al lago voltandoci la rivediamo e poi procediamo del ns. passo io e Fulvio. Ha troppa paura in discesa e si irrigidisce faticando moltissimo. Di nuovo salita... camminiamo... discesa.... prato.... salita... discesa non nè possiamo più. Poi troviamo la strada asfaltata in discesa ci rilassiamo e riprendiamo vigore. Non mi è mai successo che trovare l'asfalto possa portare così giovamento. Da questo momento "ci scateniamo" in discesa scendiamo all'impazzata rischiando anche ma andiamo alla grande, la grande fatica sembra essersi assopita. Passiamo in un continuo saliscendi nel bosco diversi concorrenti e nella succesiva discesa passiamo di slancio quelli che nella prima parte hanno esagerato ed ora stanno pagando. A rotta di collo scendiamo gli ultimi due km - dopo esserci sorbiti l'ultima salita al campeggio con tanto di scalinata - e raggiungiamo di slancio l'arrivo in 5 ore e 49 minuti - Il mio Garmin 405 segna 42 km e 220 metri. Vista oggi è stata un gara da incoscenti - non avevamo esperienza di sterrato - salite così ripide non nè abbiamo mai fatto (solo un'uscita 15 giorni fa) discese sterrate (vedi come le salite). Abbiamo fatto solo dei collinari e nell'ultimo mesi non ha mai superato i 24 km. Posso dire comunque che non avendo mai smesso di correre dopo l'ultima maratona (Maratona del Custoza 11 maggio) con uscite settimanali di almeno 60 km, con punta da 80, sono servite almeno a salvare la testa e le gambe. L'esperienza è risultata sicuramente positiva, forse come primo approccio al trail, un pò troppo impegnativa. Servono gambe ma soprattuto testa, testa che forse non è più attaccata al collo! Ma forse è meglio partire duro e poi alleggerire. Con questa maratona ho raggiunto quota 10 dalla mia prima dell' Aprile 2006
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Fulvio all'arrivo
La prima ecomaratona.. esperienza da rifare...vedremo, l'importante è trovare i giusti compagni di viaggio che anche oggi mi hanno accompagnato. Ringrazio pertanto Fulvio e la Claudia.

Claudia si prepara
3 commenti:
tutta esperienza ! bisogna allenarsi sulle salite come hanno fatto i miei soci resegoni danno forza e resistenza
Una bella avventura..bravo!! Anzi bravi a tutti.
Scusate il ritardo ma mi sono dato alla lettura solo questa sera dato che sono tornato solo sabato pomeriggio, ed ho già cominciato al lavoro...
devo proprio farvi i complimenti, anche se però nemmeno la mezza sotto le tre ore... proprio bravi sopratutto ovviamente la donna bionica, solo che il mio compagno di blog è venuto meno diventando supertecnologico pure lui, non me lo doveva fare.
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