mercoledì 19 novembre 2008

Pensare

by giulyrun
E' tempo delle ultime due importanti maratone - Milano e Firenze -. Quest'anno, a differenza dello scorso (ho corso Firenze), ho chiuso la mia attività "maratonesca" a Carpi. Leggo volentieri su altri blog ed anche nel mio, che diversi blogger saranno impegnati sia a Milano che a Firenze. Con piacere vedo l'impegno profuso, le tensioni e le incertezze che caratterizzano un impegno così importante. Ma oggi mi sovviene questo tipo di riflessione: Cosa pensa il maratoneta amatore durante la propria gara? Ho pensato a quello che "penso normalmente" durante questo tipo di impegno che mi tiene impegnato per oltre 3:30. Pregara: "pensieri preparativi" abbigliamento, scarpe, lacci, calze, orologio, pettorale - non penso al ritmo gara - Primi 5 km: riesame mentale dello stato fisico, penso alla respirazione ed agli appoggi dei piedi. Mi guardo attorno, guardo gli altri - i colori delle maglie, i colori delle scarpe- ed inizio a guardare l'orologio per capire e stabilizzare il passo. Il primo intermedio, così come quelli successivi li prendo ogni 5 km. Normalmente uso il Garmin, potrei impostarlo sul km ma preferisco ogni 5 km. Se vedo comunque il cartello del km controllo il tempo ma senza vederlo "istantanemente" in modo di poter pensare, calcolare e riflettere sull'intermedio. Sino alla mezza è tutto un susseguirsi di pensieri sui passaggi precedenti, sulle sensazioni fisiche e mentali che sto ed ho provato. Inizio poi con il check-up fisico, penso il più possibile ottimistico, tengo regolata la respirazone -se possibile- ascolto come rispondono le gambe, sento ed interpreto il battito dei piedi sul terreno. Cerco sempre di tenere i pensieri legati alla corsa - tempi, passaggi, ristori, km percorsi - in quanto ritengo che pensare ad altro -non legato od estraneo alla maratona- mi faccia calare il ritmo di corsa. Normalmente non parlo con nessuno se non qualche sporadica battuta, non sono molto loquace, e soprattutto, durante la corsa, preferisco rimanere nei miei pensieri. Il punto focale ed il massimo dei pensieri inizia al 30°. Inizio mentalmente le previsioni di fine gara. Mancano 12 km, se riesco a tenere...anche se calo un po'.... Iniziano però a serpeggiare pensieri negativi, la fatica e la respirazione affannosa. Subito cerco di cancellarli, di tenerli lontano, ma sono sempre lì pronti ad uscire. Ora i rilevamenti ogni 5 km mi ritornano utili, con un continuo calcolo sui passaggi. All'inzio sembra facile calcolare i km intermedi all'interno dei 5, ma dopo oltre 2:30 tutto diventa più difficile ma utile a tenere impegnata la mente. 35°, 36°, 37° ormai è un continuo susseguirsi di emozioni positive e negative, di prospezioni finali ottimistiche e di crolli improvvisi. Lo stato d'animo continua a variare, ma cerco sempre di incanalarlo negli aspetti più positivi della corsa. La fatica ritorna rimbombante nella testa.Poi man mano che mi avvicino al traguardo sale la soddisfazione indipendente dalla prestazione cronometrica. Questa è la parte migliore dei miei pensieri, la soddisfazione a prescindere. Ho vissuto, sudato, faticato e concluso qualcosa che mi piace, mi fa sorridere e mi fa gioire. Per qualche ora sono stato in pace con me stesso, ho fatto quello che desideravo, ho provato sensazioni forti e mi sono divertito un sacco. Sono sicuro che questi pensieri/sensazioni sono la molla essenziale per farmi correre anche la prossima maratona. Questo è il mio approccio, sarà naturlmente diverso per chi aspira a tempi più importanti dove l'agonismo sarà, per gioco forza, più accentuato mentre per tempi meno impegnativi la ludicità della corsa prenderà il sopravvento, Penso che la mia sia un'interpretazione "media" legata anche alle mie "medie possibilità". Buona corsa a tutti.

12 commenti:

Michele ha detto...

ho anora poca esperienza, ne ho corse solo 2 posso raccontarti dei miei pensieri in quella venuta bene a TV . per i primi 20 km niente di particolare solo a come gestire i gel che ho portato e gauradre gli altri , al passaggio della mezza un'occhiata all'orologio sono passato come da programma e quindi tutto bene. poi emozione massima con lacrime al passaggio sul piave con ricongiungimento con gli altri maratoneti visto le 3 partenze.
Dal 25° in poi un'altra gara: contavo i ristori, ovvero pensavo solo al prossimo. Il mio pensiero era solo rivolto al motore che rispondeva bene e a raggiungere il ristoro. Così fino al 40° di ristoro in ristoro poi gli ultimi 2 km sono stato un turbinio di pensieri e confusione mentale di cui ricordo proprio poco, ormai la disciplina interna era saltata fino a 300 metri quando ho sentito urlare "amoreeeeee" mia moglie che correva aldilà delle transenne di fianco a me. E li Gioia assoluta e buio neurale :)

Gian Luca ha detto...

Bel post, complimenti e grazie !

Nick.12 ha detto...

Veramente bel post, leggendolo pensavo alle mie maratone e quello che provavo nei km che raccontavi te...
Ti racconterò più avanti (quando l'avrò finita) le sensazioni della Maratona di Honolulu, penso che sarà difficile non pensare e vedere l'atmosfera e il paesaggio..
Ciao Nick

Lucky73 ha detto...

Per me che corro la maratona per la prima volta il tuo post è oro che cola....anche io ho deciso di impostare il garmin con intermedio ogni 5 km. Spero soprattutto di divertirmi, il tempo non conta o cmq conta poco ....per il resto ti soprò dire, spero, già domenica sera!

P.S. parto con un gruppetto di amici del Road (penso saremo almeno una ventina) e qualche chiacchera si farà sicuramente.
A 5 al km sono sottoritmo almeno per la mezza...vedremo dopo il 30esimo ....

Davide R. ha detto...

Deve essere proprio affascinante correre una gara di corsa per 3 ore!

Furio ha detto...

Grazie del bel post Giuly!

Master ha detto...

Ripeto anch'io, un bel post!
Anch'io mi sono rispecchiato nelle tue parole ....stiamo diventando con questi blog una specie di "setta"!!!! :D
Scherzi a parte, sai che non avevo pensato a "lappare" 5 km a botta? ...emm va be , volevo dire, penso che anch'io metterò gli intermedi ogni 5 km, non ci avevo pensato e credo che mentalmente aiuti molto! ;)
Grazie Giuly!

GIAN CARLO ha detto...

Mi sono ritirato spesso, talvolta perchè insoddisfatto negli ultimi km... ma sempre 23 ne ho finite(altrimenti 30) in + una 100km. Ho sempre lappato solo ogni 5km e ho pensato sempre facile fino al 32-34 poi ho ovviamente ancora pensato ma complicato.
talvolta provo mentalmente a dedicare gli ultimi km a qualcuno, talvolta penso solo al panorama...certo che ho sempre notato che se c'è gente intorno la fatica si riesce a smorzareo per meglio dire a condividere.

Anonimo ha detto...

Complimenti bel post.
Secondo te il percorso della maratona di Firenze è veloce?
Si può fare il tempo?
Ciao
Daniele

Altetica Rigoletto ha detto...

.... hai esattamente espresso le sensazioni che provo anch'io durante la maratona ... forse io crollo di più di testa negli ultimi km ... quando la testa parte, non ci sono gambe e fiato che tengano, purtroppo!! Ho letto volentieri e ti dirò che l'ultima parte la voglio tenere bene in mente tra qualche settimana quando toccherà a me!!! .... grazie!

Mathias ha detto...

grande post.. anche io tengo questi pensieri, ma mi lascio anche rapire dall'esterno, dai palazzi, dall'incitamento (si tenga conto che ho corso new york e vienna e quindi ce n'era).
Il lap ogni 5km ho imparato che è fondamentale. Uno perchè in gara il garmin magari per traiettorie non giuste, zig zag può dare risultati sballati rispetto ai veri km e potrebbe dare sconforto.
Anzi un suggerimento
IMPOSTATE OLTRE AL LAP OGNI 5KM IL PASSO MEDIO SUL LAP. di questo modo saprete istantaneamente qual'è la media che state sviluppando sul tratto di 5km..sono calcoli in meno ulteriori. Io anzi posso dire che spesso non guardo neanche la distanza in km ma tengo d'occhio solo il "passo medio sul lap", quando sento biribip so che son passato al successivo

Rita ha detto...

Grazie! La rileggerò sicuramente la mattina della mia prima maratona, e dato che per me l'importante sarà finirla nelle migliori condizioni (l'indomani si lavora)la considererò come un integratore mentale da assumere prima, durante e dopo l'impresa.