domenica 13 gennaio 2008

Maratona di Reggio Emilia



Con la maratona di Firenze corsa il 25 di Novembre, chiusa con una mezza debacle, in teoria la mia stagione avrebbe dovuto concludersi, ma avevo bisogno di una riconferma per me stesso, quindi il tempo di sondare con alcuni allenamenti se il dolore all'inguine persisteva dopo cinque giorni di stop completo e via all'iscrizione di Reggio Emilia con i miei compagni di corse Giuly ed Angy(Cyber), pure loro delusi da Firenze.
Quello che ha caratterizzato questa maratona, organizzata benissimo (escludendo pochi particolari), è stata la pioggia ed il freddo, troppo freddo.
Già al mattino in auto la temperatura non ci dava sicurezza, ma l'assenza di nebbia ed umidità ci lasciava sperare per il meglio.
Ai nastri di partenza ci siamo trovati con circa 4/5°, e sinceramente il dubbio era soltanto se ci si era vestiti troppo o troppo poco, ma i dubbi sono svaniti dopo un'ora di corsa, che come era stata prevista dai meteo, "la pioggia", tanta ed incessante, e di conseguenza il freddo, che con l'avanzare dei Km e della stanchezza aumentava inesorabilmente
(per una miglior descrizione vedi resoconti di Angy e Giuly).
Parto con la voglia di fare bene, pur sapendo di non poter mirare al personale per il tracciato non proprio veloce, e cerco con fatica di trattenermi, essendo partito nelle retrovie.
Inizialmente vorrei avvicinarmi ai pace delle tre ore, sapendo che uno di loro è Vedilei amico di Emi e bravissimo ultramaratoneta (chiuderà in 2h 59' 45''), ma hanno troppo vantaggio e mi accorgo che dovrei tirarmi il collo per almeno dieci Km per poi chissà... quindi rimango a scandire il mio passo regolare, al 19° comincia a piovere, mi ciuccio un gel di carboidrati ed alla mezza maratona, dove passo in 1h 30', la pioggia comincia già a dare fastidio,la mia paura a quel punto si trasforma in certezza, oggi il tempone non si fà ma l'impresa si.
I Km scorrono sui sali-scendi del percorso e ad ogni ristoro mi fermo pochi secondi a bere thè caldo, assurdamente guardo in faccia il personale di servizio e gli spettatori che scalciano per terra tutti infreddoliti pur indossando capi di abbigliamento invernale e "mi dispiace" della loro situazione!
Arrivo al 30° Km, che passo in 2h 09' 02'', e comincio a pensare di poter stare ugualmente sotto le tre ore, ciuccio un secondo gel e mi rimetto il guanto (immancabili quel giorno!), cerco di correre il più vicino possibile i 4' 15'' ma mi accorgo che le salitelle e la pioggia fredda che mi continua a raffreddare i muscoli non me lo permettono, ma cerco di limitare i danni il più possibile, passo il 35° in 2h 31' 08'', mancano 7 Km e come dice Emi i 195 che costano sempre un minutino, il tempo di fare due calcoli e provo ad aumentare leggermente il ritmo ma al 37° (2h 40' 44'') sento dietro la coscia sx un inizio di crampo, calo ma non mi fermo allungo la gamba con qualche scalciata e mi passa, capisco che è la giornata per arrivarci solamente in fondo dosando le ultime energie ma assolutamente senza fermarsi, ci si congelerebbe.
Mi concentro quindi a trovare qualche atleta con un passo giusto e regolare e chi potrei trovare di più affidabile se non il vincitore della passata edizione della "Nove Colli Run" (Menichini Daniele), resto con lui gli ultimi quattro Km, superiamo qualche cadavere cercando di incitarlo a riprendere la corsa, poi tra migliaia di pozzanghere ormai diventate laghi e le mani diventate totalmente insensibili si comincia a sentire lo speeker dell'arrivo, ultima curva, due ragazzi su una panchina sotto un ombrello a prenderci i giro per i gemiti di dolore, si vede l'arco a 400 metri, in un attimo mi tolgo i guanti e li butto, mi tolgo i braccioli che in realtà non erano altro di un paio di calze tagliate in punta le quali dovevo gettare dopo essermi scaldato in partenza ma compagne di viaggio per 42 Km e le butto, per un attimo mi sembrava di essere il grande PANTANI sul Colle dell'Agnello.... sento Mauro, che per l'occasione nostro autista, gridarmi un "sei grande Cristian", mi scatta una foto, gli faccio un cenno di vittoria e pochi metri passo sotto l'arco della New Balance... è finita... il crono lo fermo a 3h 05' 32''...sono contento.
Chiedo a Daniele se è veramente lui o una somiglianza nello stile di corsa, e dopo la coferma gli stringo la mano facendogli le congratulazioni, un ragazzo mi mette la medaglia ed un'altro una telo spugna asciutta, mi viene incontro Mauro che con la sua signorilità mi accompagna fino negli spogliatoi facendomi ancora complimenti, poi esce e torna sotto la pioggia, già infreddolito ad aspettare la Angy ed il Giuly.
Mi rilasso un attimo e cerco di scaldarmi gli arti per riuscire a slegarmi le scarpe ma alla fine le tolgo legate, anche i piedi sono provati, sulla punta della calza sx vedo sangue la tolgo e come pensavo per il troppo ammollo ed il continuo spingere nella fase di corsa mi si sono spellati alluce e altre due dita, pazienza adesso una bella doccia calda fa risorgere, metto le mani sotto l'acqua e talmente sono ghiacciate mi sembra caldina, ma appena mi infilo con il corpo un brivido pervade dal cuoio capelluto ai talloni, porca miseria con un euro in più non si poteva fare calda!
Mi rivesto, raccolgo le mie cose ed esco ad aspettare i miei compagni, Mauro "spara" che secondo lui la Angy si è ritirata ma non appena finisce il discorso giro l'occhio e vedo la maglia azzurra della Rigoletto Woman comparire, per un attimo smetto di tremare ed urlo a scuarciagola incitandola mentre suo marito scatta foto, chiude in 3h 40' 39'', solo dopo poco ci accorgiamo invece che il Giuly era passato poco prima lei, forse coperto da un altro atleta o forse chissà perchè non lo abbiamo visto, pazienza l' importante sia andato tutto bene e che tutti e tre siamo appieno soddisfatti.
E' stata una giornata difficile e adesso posso dire che "la mia testa c'è", Firenze resta solo un episodio negativo ma costruttivo, e come dice il buon Passanante "quando si mettono in discussione i propri limiti, se si và in difficoltà o se capita un guaio fisico si finisce per fare il botto!", in questa gara mi sono dosato al meglio forse a Firenze no comunque resta il fatto che in 15 giorni ho corso due maratone, e se ne avessi corsa una sola dosandomi per il meglio senza nessun guaio?........ trema Gebre stò cominciando a conoscermi per il meglio!!
Alla prossima buone corse a tutti Cristian

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