Cerco volontari che nelle campagne reggiane possano cercare le “mie mani” che si sono staccate durante la Maratona di Reggio Emilia. Dapprima un leggero formicolio, poi pian piano si sono indurite e poi si sono staccate definitivamente dalle braccia indicativamente al 27° km. Ho temuto di perdere anche la mandibola che tremante se ne voleva andare al 38° km ma ho stretto i denti.
Resoconto: Partenza stadio Mirabello 4/5 gradi circa, cielo nuvolo ma chiaro con speranza di qualche sprazzo di sole. Giro in città per circa 5 km poi usciti per le colline reggiane. La temperatura sempre fredda ma accettabile. Braghe corte, maniche lunghe, guanti, fascia in testa e ipod. Trascorrono 5 / 10 /15 km e riesco a correre bene sotto i 5. Al 17° sentono che urlano – piove – la strada comincia a bagnarsi, il freddo a pungere ed i c…ni a girare. Sono un “freddolino di natura” che ci faccio qui in aperta campagna lontano dall’arrivo. Le mani sono le prime a risentirne, la corsa è ancora buona e sino al 25° sempre sotto i 5 ma continuo a sbattere le braccio come un “frullo” ma non le sento. Inizia i sali e sali – scendi per adesso pochi e la corsa ne risente un po’ – comunque al 30° sono in media sotto i 5. La mani le ho già perse – mi fermo al ristoro e con una brocca di the caldo cerco di ritrovarle. Anche le gambe ne risentono, i piedi sono ormai bagnati ed immersi in un “pocino” freddo, sento freddo alle cosce. 35° corro, 36, 37, 38, 39, 40 corro sempre – non mi fermo mai – anche perché fermarsi significa “assiderarsi”. La mandibola parte sono un fremito continuo, forse ho freddo, riconosco la zona, le pozzanghere sembrano laghi insormontabili. 41, 42 arrivo – sono un cicin bagnato –. 3:39 è lo stesso è andato tutto bene .Tremolante recupero la borsa e negli spogliatoi al calduccio, doccia fredda per non creare squilibri fisici e sono nuovo, tutto è passato e vi dirò che non ho neanche il mal di gambe.
Considerazioni finali: il freddo è una brutta bestia – lo vedi e lo senti – ma alla fine non lascia strascichi (oggi lunedì non mi sembra neanche di aver corso). Il caldo umido invece è subdolo non lo vedi ma alla fine ti distrugge (dopo Firenze 3 giorni di mal di gambe mostruoso). Nota di merito alla Maratona di Reggio Emilia, ben organizzata, logistica perfetta ( a parte le docce fredde ) ristori con the caldo e spugnaggi con spugne “calde” si si fumanti immersi in bacinelle di acqua bollente. Bel percorso nella campagna/collina reggiana che purtroppo non si à potuto apprezzarlo in pieno a causa del freddo/pioggia. Ma però il 9 dicembre che tempo e temperatura ci aspettavamo?
Resoconto: Partenza stadio Mirabello 4/5 gradi circa, cielo nuvolo ma chiaro con speranza di qualche sprazzo di sole. Giro in città per circa 5 km poi usciti per le colline reggiane. La temperatura sempre fredda ma accettabile. Braghe corte, maniche lunghe, guanti, fascia in testa e ipod. Trascorrono 5 / 10 /15 km e riesco a correre bene sotto i 5. Al 17° sentono che urlano – piove – la strada comincia a bagnarsi, il freddo a pungere ed i c…ni a girare. Sono un “freddolino di natura” che ci faccio qui in aperta campagna lontano dall’arrivo. Le mani sono le prime a risentirne, la corsa è ancora buona e sino al 25° sempre sotto i 5 ma continuo a sbattere le braccio come un “frullo” ma non le sento. Inizia i sali e sali – scendi per adesso pochi e la corsa ne risente un po’ – comunque al 30° sono in media sotto i 5. La mani le ho già perse – mi fermo al ristoro e con una brocca di the caldo cerco di ritrovarle. Anche le gambe ne risentono, i piedi sono ormai bagnati ed immersi in un “pocino” freddo, sento freddo alle cosce. 35° corro, 36, 37, 38, 39, 40 corro sempre – non mi fermo mai – anche perché fermarsi significa “assiderarsi”. La mandibola parte sono un fremito continuo, forse ho freddo, riconosco la zona, le pozzanghere sembrano laghi insormontabili. 41, 42 arrivo – sono un cicin bagnato –. 3:39 è lo stesso è andato tutto bene .Tremolante recupero la borsa e negli spogliatoi al calduccio, doccia fredda per non creare squilibri fisici e sono nuovo, tutto è passato e vi dirò che non ho neanche il mal di gambe.
Considerazioni finali: il freddo è una brutta bestia – lo vedi e lo senti – ma alla fine non lascia strascichi (oggi lunedì non mi sembra neanche di aver corso). Il caldo umido invece è subdolo non lo vedi ma alla fine ti distrugge (dopo Firenze 3 giorni di mal di gambe mostruoso). Nota di merito alla Maratona di Reggio Emilia, ben organizzata, logistica perfetta ( a parte le docce fredde ) ristori con the caldo e spugnaggi con spugne “calde” si si fumanti immersi in bacinelle di acqua bollente. Bel percorso nella campagna/collina reggiana che purtroppo non si à potuto apprezzarlo in pieno a causa del freddo/pioggia. Ma però il 9 dicembre che tempo e temperatura ci aspettavamo?

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